Tribute band – originali e fotocopie

Mi stupisce questo fenomeno delle “tribute band”. Anni fa, nei ’70 e ’80, non sarebbero state neanche concepibili, e il pubblico del rock, ricco di duri e puri, pronti a distinguere fra progressive e commerciale, avrebbe relegato, a mio modo di vedere, questo fenomeno in una oscura nicchia di marginalità provinciale.

Oggi, si fanno addirittura le rassegne. A Ravenna, vedo che viene lanciata una “storia del rock” a base di tribute band. Con tutta la stima per i musicisti (ho visto di recente un concerto tributo ai Queen con Lorenzo Campani, e tanto di cappello), non trovo le repliche particolarmente stimolanti, e penso che il proprio talento, se uno ce l’ha, sia meglio indirizzarlo a creare qualcosa di originale, piuttosto che a far fotocopie.

Non sarà che la televisione, creatrice per eccellenza di modelli sottoculturali, è arrivata fin lì?

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