Archivio per aprile 2012

Napolitano accusa gli evasori? Che indecenza!

Leggo su “ClanDestinoZOOM” n.423 questo brevissimo articolo:
“Napolitano si vergogni.
Come si permette un anziano e rispettabile signore che ha acconsentito all’invasione dei carri armati russi in Ungheria e al soffocamento nel sangue della richiesta di libertà di milioni di persone, di dire che non è degno di dirsi italiano chi evade il fisco? C’è un limite alla indecenza e alla presunzione di superiorità morale.”

Io dico che un’affermazione giusta rimane giusta anche se la dice Belzebù. E’ un’affermazione giusta, e non l’ho mai sentita dalla bocca di Berlusconi, che, anzi, mi pare tendesse a giustificare “moralmente” l’evasione fiscale. Meno male che c’è Napolitano, che, oltre che essere un anziano e rispettabile signore, riveste la più alta carica della Repubblica in modo ineccepibile e ha saputo guidare il Paese in questa delicatissima fase politica.

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Come si dice oggi? Vacanze di gruppo.

Allora, va bene. L’amicizia non è un reato, anzi. Fare regali non è un reato, anzi. Buttare gli scontrini e le ricevute non è un reato, e vabbè. Insomma, il reato non c’è. C’è che la Regione che tu presiedi dà finanziamenti a Tizio, e che il tuo caro amico lavora per Tizio. E vabbè, non è un reato. Poi il tuo caro amico ruba i soldi a Tizio e li mette in conti suoi in Svizzera. Ah! Comunque tu non c’entri. Poi succede che il tuo amico fa belle vacanze. Succede che ti invita e che tu vai con lui. Anzi, no: sono vacanze di gruppo. Ognuno paga la sua parte. Giusto, meglio esseer corretti, con questi amici, e non dare adito a sospetti. Per non dare adito a sospetti, dev’essere tutto chiaro. Non siamo mica scemi. Peccato, ho buttato le ricevute del pagamento. Ah! E allora chi ha pagato? Ho pagato io, mi dovete credere! Vabbè. Magari adesso ci farai vedere l’estratto conto della banca. Che noia!

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“Quell’uomo è un ladro!” “Stia buono! Non faccia l’ipocrita…”

Soprattutto nella recente stagione politica berlusconiana, abbiamo avuto modo di imbatterci nel tema dell’ipocrisia, rispetto ai comportamenti dei personaggi politici. Berlusconi faceva il bunga bunga? “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, sentenziò un indimenticabile Formigoni. E comportamenti non esemplari si ritrovano nella storia di tantissimi personaggi, e di tutti (immagino) i partiti… E’ sempre stato così, non facciamo gli ipocriti!…

A me questa storia non convince. E non perché l’ipocrisia non sia da condannare, ma perché in questo caso il rigetto dell’ipocrisia mi pare orientato nella direzione sbagliata. Non è diretto, questo rifiuto, al suo fine più giusto, che è quello di sostenere la coerenza fra le parole e le azioni, ma tende, al contrario, alla tolleranza degli errori, che andrebbero per così dire accettati perché connaturati all’uomo. No. Anche in questo caso ci soccorre la sapiente distinzione, sempre da assumere come criterio di giudizio, fra la persona e i suoi atti. Noi possiamo comprendere la persona e le sue debolezze, e addirittura sostenerla nel suo difficile cammino di crescita, ma dobbiamo sempre condannare con chiarezza gli errori, e con particolare severità quando vengono compiuti nell’esercizio di pubbliche funzioni.

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Pasqua. Pomeriggio.

Ieri sera bellissima Veglia Pasquale. Oggi trasferimento a Cesena con pranzo luculliano, alle solite. Tempo grigio e piovosino. Adesso al mare, e si vedrà.

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Mezza giornata bolognese. Niccolò dell’Arca, Ghetto, Enoteca, giocattoli e Testori.

E così, oggi siamo andati, io e Susanna, a fare un giro a Bologna. Dopo essere stato trascinato dalle parti di Via Kennedy, a San Lazzaro, dove alcuni amici di lei stanno ampliando il loro negozio di videogames e non so che altro (pare film e fumetti), abbiamo preso il 19 e (esperienza rarissima, per me) siamo arrivati in Via Rizzoli, sotto le Due Torri. Di lì, con due passi si arriva in Piazza Maggiore, dove, sulla facciata del Palazzo D’Accursio, la formella di Niccolò dell’Arca presenta un Bambino Gesù che pare voler scappare dalla stretta della Madre, e correre via. Verso dove? La direzione suggerisce una destinazione che Niccolò dell’Arca, forse (bisogna controllare la cronologia) conosceva bene. Perché in linea con la fuga del Bambino c’è il capolavoro assoluto di Niccolò dell’Arca stesso, che non è l’Arca di San Domenico (non lontana, ma in un’altra direzione), ma quell’estrema e bruciante opera che è il Compianto sul Cristo morto, nella Basilica di Santa Maria della Vita, un gruppo scultoreo (mia foto) di grandi terrecotte policrome (ma il colore è quasi del tutto svanito), una scena alla quale si assiste sgomenti e turbati.

Ci siamo andati. Il Sabato Santo è un’occasione appropriata. Tornati all’aperto, l’orario imponeva la ricerca di un ristoro. Piazza Maggiore, una lieve attrazione per la zona D’Azeglio- Galluzzi, ma decisione per zona Oberdan-San Martino. Gira e gira, arrivati al Ghetto, e approdati all’Enoteca del Carro. Bel localino, un po’ oscuro per i miei gusti, strapieno di memorie d’epoca, compreso un LP di Fred Bongusto, appoggiato con studiata trascuratezza proprio alle mie spalle. Calice di vino obbligatorio, diceva la carta (un pezzo di cartone scritto a mano col pennarello). Tortellini panna e prosciutto e un calice di Barbera biologico. Acqua e niente altro. 53 euri. Usciti, era tornato il sole. Qualche foto, e Via dei Giudei. Libreria Feltrinelli, dove ho comprato l’Oscar Mondadori delle Poesie di Testori, con l’introduzione di Davide Rondoni.

Sulla via del ritorno, dopo una deviazione in Piazza Santo Stefano, con relativo mercatino, in Strada Maggiore, lunga sosta alla Città del Sole, bellissimo negozio di giocattoli intelligenti. In autobus ho cercato di sfogliare il libro di Testori, ma ho trovato l’introduzione piuttosto impegnativa.

Una (mezza) giornata proficua.

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Ha già vinto

Vorrei tradurre “Buona Pasqua” in un linguaggio “laico”, cioè comprensibile a tutti e privo di ogni bigottismo, ma nello stesso tempo, ovviamente, perfettamente ortodosso, cioè dentro la verità della fede. Mi è venuto in mente che si potrebbe dire “Amici, abbiate fiducia, perché l’amore vince sempre!”. Ma è poco. Alla fine, alle solite, è banalmente e vuotamente esortativo. Allora bisogna essere più precisi e stringenti. “Amici, abbiate fiducia, perché l’amore ha già vinto!”.

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La risposta pronta al bulletto da palestra

Raccontino morale trovato nel blog di “Un radiologo”

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