Mezza giornata bolognese. Niccolò dell’Arca, Ghetto, Enoteca, giocattoli e Testori.

E così, oggi siamo andati, io e Susanna, a fare un giro a Bologna. Dopo essere stato trascinato dalle parti di Via Kennedy, a San Lazzaro, dove alcuni amici di lei stanno ampliando il loro negozio di videogames e non so che altro (pare film e fumetti), abbiamo preso il 19 e (esperienza rarissima, per me) siamo arrivati in Via Rizzoli, sotto le Due Torri. Di lì, con due passi si arriva in Piazza Maggiore, dove, sulla facciata del Palazzo D’Accursio, la formella di Niccolò dell’Arca presenta un Bambino Gesù che pare voler scappare dalla stretta della Madre, e correre via. Verso dove? La direzione suggerisce una destinazione che Niccolò dell’Arca, forse (bisogna controllare la cronologia) conosceva bene. Perché in linea con la fuga del Bambino c’è il capolavoro assoluto di Niccolò dell’Arca stesso, che non è l’Arca di San Domenico (non lontana, ma in un’altra direzione), ma quell’estrema e bruciante opera che è il Compianto sul Cristo morto, nella Basilica di Santa Maria della Vita, un gruppo scultoreo (mia foto) di grandi terrecotte policrome (ma il colore è quasi del tutto svanito), una scena alla quale si assiste sgomenti e turbati.

Ci siamo andati. Il Sabato Santo è un’occasione appropriata. Tornati all’aperto, l’orario imponeva la ricerca di un ristoro. Piazza Maggiore, una lieve attrazione per la zona D’Azeglio- Galluzzi, ma decisione per zona Oberdan-San Martino. Gira e gira, arrivati al Ghetto, e approdati all’Enoteca del Carro. Bel localino, un po’ oscuro per i miei gusti, strapieno di memorie d’epoca, compreso un LP di Fred Bongusto, appoggiato con studiata trascuratezza proprio alle mie spalle. Calice di vino obbligatorio, diceva la carta (un pezzo di cartone scritto a mano col pennarello). Tortellini panna e prosciutto e un calice di Barbera biologico. Acqua e niente altro. 53 euri. Usciti, era tornato il sole. Qualche foto, e Via dei Giudei. Libreria Feltrinelli, dove ho comprato l’Oscar Mondadori delle Poesie di Testori, con l’introduzione di Davide Rondoni.

Sulla via del ritorno, dopo una deviazione in Piazza Santo Stefano, con relativo mercatino, in Strada Maggiore, lunga sosta alla Città del Sole, bellissimo negozio di giocattoli intelligenti. In autobus ho cercato di sfogliare il libro di Testori, ma ho trovato l’introduzione piuttosto impegnativa.

Una (mezza) giornata proficua.

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