Archivio per ottobre 2012

San Lazzaro: un laboratorio per proclamare la Parola

E’ un’iniziativa che intende mettersi al servizio della Parola di Dio quella che la Parrocchia di San Lazzaro di Savena (BO) ha messo in cantiere per le prossime settimane. Dal 13 novembre, per otto martedì, si svolgerà infatti il primo “Laboratorio di lettura ad alta voce della Parola di Dio”, pensato per favorire una proclamazione liturgica della Parola consapevole e dignitosa, laddove ancora, qualche volta, si notano atteggiamenti e modalità non del tutto adeguati.

La dimensione liturgica non sarà però l’unica prospettiva del laboratorio. Verrà curata anche la lettura narrativa, più adatta all’ambito catechistico e pastorale, ma che condivide con la prima l’unico scopo di condurre all’incontro personale col Signore Gesù, il Verbo eterno del Padre.

Insieme ad alcuni elementi teorici, riguardanti la preparazione spirituale e liturgica, il ciclo di incontri, che si prolungherà fino al 22 gennaio, con la guida del lettore Sandro Merendi, offrirà ai partecipanti una intensa esercitazione tecnica, pur senza dimenticare che, in questo caso come non mai, la tecnica è solo uno strumento per far sì che “la Parola del Signore corra e sia glorificata”.

Il laboratorio si svolgerà alla Parrocchia di San Lazzaro (Via San Lazzaro, 2) il martedì alle ore 21. Per informazioni: tel.328 4633322, mail: proclamarelaparola@libero.it.

Lascia un commento

Nel mondo? Del mondo? Dipende.

Il nostro giornale cattolico di Bologna, in prima pagina, pubblica un gradevole racconto di come un suo collaboratore abbia preso una multa. Certo, lo fa per proporre un ragionamento, quasi a modo di parabola.

Cosa aveva mai combinato il giornalista? E’ passato col rosso (con tutte le cautele, beninteso). Ma, e questo testimonia la sua sottomissione alla legge, egli stesso dichiara giuste le sanzioni saubite.

Dove sta, allora, il punto interessante? Un po’ nelle premesse, dove si definisce “chiaro come il sole” che le amministrazioni con la loro “voglia di fare cassa”, siano portate a “forzare decisamente la mano” (e qui emerge il concetto che il rispetto delle norme, diciamolo, è un po’ una forzatura); ma soprattutto nella seconda parte, in cui si narra che, per comminare la sanzione, i tutori della legge hanno causato intralci al traffico, con qualche connesso rischio.

Il ragionamento è giusto. Ma, secondo me, lo sarebbe stato appieno se il colpevole dell’infrazione fosse stato persona diversa dall’autore dell’articolo. Essendo invece la persona stessa, il suo scritto finisce per somigliare a quelle lettere che compaiono spesso sulla stampa locale: “Perché multarmi per un divieto di sosta, quando ci sono in giro i terroristi?”

Il pezzo è firmato “Il Piccolo Principe”, e l’autore dice di venire da un altro pianeta. Ma dimostra di conoscere bene la terra, e il nostro modo di agire e di ragionare. Lo certifica l’uso che fa, nel suo strepitoso finale, della leggendaria ed evocativa espressione “chiudere un occhio”.

, ,

3 commenti

Un laboratorio di lettura ad alta voce della Bibbia

Sto progettando un laboratorio di lettura ad alta voce della Parola di Dio. Della Bibbia. Per l’ambito liturgico, ma anche extra-liturgico, ad esempio catechistico.

L’idea nasce dalla constatazione che la proclamazione liturgica della Parola di Dio è spesso trascurata nella forma e viene effettuata senza una reale coscienza e una sufficiente preparazione tecnica. Ne stiamo parlando in parrocchia, essendo l’ambito parrocchiale quello più immediatamente coinvolto e quello al quale intendiamo rivolgerci, anche se non escludiamo un allargamento dell’orizzonte.

La forma laboratoriale consente un giusto coinvolgimento pratico dei partecipanti, che devono acquisire alcuni strumenti tecnici per perfezionare la loro lettura. Quindi sono previste intense esercitazioni. Verrano comunque forniti anche alcuni elementi teorici, sul piano spirituale e su quello liturgico.

E’ una materia delicatissima, ma io sono sufficientemente incosciente da affrontarla. Ci siamo dati ancora un mese e mezzo, circa, per cominciare. C’è tempo, perciò, per pensarci bene.

, , , , ,

Lascia un commento