Nel mondo? Del mondo? Dipende.

Il nostro giornale cattolico di Bologna, in prima pagina, pubblica un gradevole racconto di come un suo collaboratore abbia preso una multa. Certo, lo fa per proporre un ragionamento, quasi a modo di parabola.

Cosa aveva mai combinato il giornalista? E’ passato col rosso (con tutte le cautele, beninteso). Ma, e questo testimonia la sua sottomissione alla legge, egli stesso dichiara giuste le sanzioni saubite.

Dove sta, allora, il punto interessante? Un po’ nelle premesse, dove si definisce “chiaro come il sole” che le amministrazioni con la loro “voglia di fare cassa”, siano portate a “forzare decisamente la mano” (e qui emerge il concetto che il rispetto delle norme, diciamolo, è un po’ una forzatura); ma soprattutto nella seconda parte, in cui si narra che, per comminare la sanzione, i tutori della legge hanno causato intralci al traffico, con qualche connesso rischio.

Il ragionamento è giusto. Ma, secondo me, lo sarebbe stato appieno se il colpevole dell’infrazione fosse stato persona diversa dall’autore dell’articolo. Essendo invece la persona stessa, il suo scritto finisce per somigliare a quelle lettere che compaiono spesso sulla stampa locale: “Perché multarmi per un divieto di sosta, quando ci sono in giro i terroristi?”

Il pezzo è firmato “Il Piccolo Principe”, e l’autore dice di venire da un altro pianeta. Ma dimostra di conoscere bene la terra, e il nostro modo di agire e di ragionare. Lo certifica l’uso che fa, nel suo strepitoso finale, della leggendaria ed evocativa espressione “chiudere un occhio”.

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  1. #1 di maurizio valentini il 07/10/2012 - 12:10

    Sarei curioso di sapere il motivo addotto dall’extraterrestre, per infrangere il codice della strada. Era in ritardo sulla partenza dell’astronave? Aveva in auto la compagna in pieno travaglio alieno per un parto plurigemellare? E’ allergico al colore rosso? Doveva trovare al più presto un luogo adatto per poter estinguere quei dolori lancinanti al ventre? Era fuggito da un laboratorio segreto dove lo stavano vivisezionando? Andava di gran carriera a presiedere una funzione religiosamente aliena? Stava portando il suo voto alle primarie del PD non sapendo che è ancora presto? Oppure è un insofferente alle leggi e quindi anarchico e antisociale!. Per quanto poi al “chiudere un occhio” per lui potrebbe essere una cosa normale, dato che probabilmente, ne posside qualche decina.

  2. #2 di Topenz il 16/10/2012 - 13:57

    Scusami, ma non credo la questione sia di trovare il motivo, siamo quello che siamo e a volte, sotto stress, possiamo pure sbagliare… E’ piuttosto questione di “equità” della pena. Qua da noi, per un divieto di sosta, ti sequestrano l’auto (si chiamano “ganasce”). In una situazione in cui non sai davvero dove mettertela, l’auto, e magari il bambino sta uscendo di scuola… Bastano 5 minuti e scatta il sequestro… Equità della pena, di questo si tratta, e non c’entra niente essere anarchici o antisociali per essere, a volte, costretti a scegliere il male minore!

  3. #3 di magisamica il 16/10/2012 - 23:12

    Sì, il tema della proporzionalità della pena è un tema interessante. L’estensore dell’articolo, a me pare, non ha però incentrato la sua attenzione su quello. L’ha fatto piuttosto sull’opportunità di fermare il responsabile (che poi era lui) creando intralcio alla circolazione. Il discorso in astratto ci può anche stare, ma in concreto, insomma, in difetto era lui. C’è poco da raccontarsela. Questo nel nostro gornale cattolico…

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