Dalla norma alla salvezza

Se fosse una religione, non gliene fregherebbe niente a nessuno: sarebbe una curiosità pseudoculturale come tante altre. Se tu fossi buddista, per dire, ciò sarebbe accolto come una pittoresca mania, e tutto finirebbe lì. Ognuno è libero di fare ciò che gli pare.

Quello che non gli va proprio giù è un’altra cosa: che tu non viva nella logica della norma (e cioè della religione), ma in quella della salvezza.

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  1. #1 di Denise Cecilia S. il 04/02/2013 - 16:00

    In effetti, salvo che per la retorica e poche eccezioni anche il buddhismo è visto in genere come pittoresco e strambo. In fondo, ci è essenzialmente estraneo.
    Ma soprattutto, per come si costituisce, interroga l’uomo senza richiamarlo a sè.
    Altri direbbero: senza infastidire. Ormai nessuno vuole più essere infastidito per nulla, nemmeno per un’inezia, si vuole solo essere lasciati a se stessi – che non è come dire ‘in pace’. Fino al punto di consentire che ci si lasci morire.
    Non la salvezza ma l’asetticità di una non-ingerenza integrale.

  2. #2 di magisamica il 07/03/2013 - 09:12

    Sì. Sto riprendendo contatto col blog, dopo qualche tempo di lontananza.

  1. Voglio una vita… abitata « Seme di salute

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