San Geminiano: meteomiracolo

L’azienda per cui lavoro ha sede a Modena. Perciò, oggi, per me, è giorno festivo. 31 gennaio, San Geminiano, patrono di Modena.

Simpaticissimo mi è sempre apparso il miracolo per cui è famoso: profilandosi il grave pericolo della devastazione della città ad opera di Attila, che stava scendendo dal Veneto (siamo nel quinto secolo), il santo vescovo pregò Dio di salvarla, e le sue preghiere furono esaudite mediante l’intervento di un fenomeno naturale: la nebbia. Le orde barbariche saccheggiarono campagne e villaggi, ma nulla poterono contro questo soffice e freddo sipario, che le rese cieche. Il popolo modenese fu salvo, e si strinse al suo santo vescovo con sempre maggiore gratitudine.

La bellezza di questo fatto, per me, sta anche nel fatto che non vi è la certezza clamorosa dell’intervento soprannaturale. Sappiamo bene che la nebbia è un fenomeno frequentissimo, nella zona. Ma le ragioni della fede ci aprono a una dimensione più profonda: la nebbia, Attila, San Geminiano, si sono fatti da sé? Noi stessi, infine, ci siamo fatti da noi? E perciò, esiste un disegno, col quale possiamo comunicare?

Ognuno deve essere libero di leggere la natura (oddio, la natura; che bigottismo!)  come crede.

E’ difficile capire che senza fede non c’è libertà. Ma è facilissimo capire una precondizione della nostra buona convivenza: senza libertà non c’è fede.

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