Archivio per novembre 2013

Berlusconi (con i suoi) grida, pensando di seminare il panico, che ciò che è capitato a lui può capitare a ogni cittadino.

La notizia, che lui diffonde tentando di spacciarla per un oscuro presagio, è, invece, tutt’altro che minacciosa. Semmai, lo è per chi viene condannato in cassazione per frode fiscale, ed è pure senatore: mi pare, così a occhio, che non si tratti di grandi folle.

Al contrario, io dico, si tratta di un’ottima notizia. Ha a che fare con la certezza del diritto. La legge è uguale per tutti, ed è amministrata (questo la Bernini ieri si è dimenticata di dirlo) “in nome del popolo italiano”.

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Solite storie: fede, ragione, discernimento e facezie

In un incontro in parrocchia, è stato chiesto al relatore (peraltro uno stimato insegnante) il motivo per cui Abramo ha creduto a Dio. La risposta è stata che Abramo ha creduto perché ha usato bene il discernimento. E questo anche nell’episodio di Isacco. Non mi convince. Mi chiedo se tutta la storia della salvezza è opera di Dio o se invece dobbiamo ringraziare Abramo. Del resto, l’elemento del discernimento, se non erro, è interno alla fede, e non motore della fede. La scelta di fede, in sé, seppur ragionevole, non mi sembra si possa far derivare da un mero atto della ragione, come è il discernimento.

La cosa curiosa è che si trattava di presentare la prima parte dell’enciclica “Lumen fidei” di Papa Francesco. In realtà, fra giocherelli e facezie (utilissime, comunque, per vincere il sonno), dell’enciclica si è parlato molto poco.

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Una volta si facevano in casa

– Mamma, è vero che una volta i bambini si facevano in casa?
– Sì, tesoro, ma era tanto tempo fa, non c’era una cultura della salute come c’è adesso. Nascevano tanti bambini malati, poverini. Oggi invece è molto meglio. Si può scegliere liberamente quello che piace di più. Come te, tesoro: quando ti ho vista mi sei piaciuta subito… Cerca di fare sempre la brava, eh!
– Ma come si faceva a farli?
– Oh, era una cosa molto faticosa e anche pericolosa per la salute… Per fortuna oggi ci sono in India molte donne robuste che lo fanno volentieri, e a prezzi accettabili.

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“Salga a bordo, cazzo!” “Piano, con i moralismi violenti!”

Quando naufragò la “Costa Concordia”, tutti ci sentimmo dalla parte di quell’ufficiale che, via radio, intimava a Schettino “Salga a bordo, cazzo!”.  In qualche modo istintivo abbiamo tutti avuto la chiara percezione che quella fosse la cosa giusta da fare.

Percezione superficiale e grossolana? Retaggio moralista da superare? Frutto del condizionamento che la cultura cattolica continua ad esercitare sugli italiani? No? Allora, cos’è? Non sarà, magari, che il bene e il male esistono, da qualche parte? Che esiste, che so, la famigerata “morale naturale”?

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Più politica per tutti!

L’equivoco è tra “politica” e “rappresentanza”. Quelli che vengono definiti “politici” in realtà non sono “politici”, ma semplicemente rappresentanti, cittadini che noi abbiamo delegato a rappresentarci nelle istituzioni.

La politica è prerogativa del popolo. E’ il popolo che deve riflettere, discutere, confrontarsi, elaborare le strategie per l’evoluzione sociale. Tutti i guai di cui normalmente viene accusata la politica derivano esattamente da una sua drammatica carenza.

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Pensione per tutti

–         Un giovane può andare in pensione?
–         No.
–         Perché?
–         Perché la pensione è fatta per i vecchi, per chi ha lavorato tutta la vita e ha versato i contributi previdenziali.
–         E se un giovane paga tutti i contributi, può andare in pensione?
–         No.
–         Perché?
–         Insomma, perché la pensione è quella cosa lì, è fatta così, da sempre. E’ per gli anziani!
–         Non è giusto. Bisogna allargare a tutti questo diritto, senza discriminazioni. Oggi, se uno vuole andare in pensione, deve arrangiarsi e trovare le scappatoie per soddisfare questo suo legittimo desiderio. Lavorare non è nella mia natura. E’ forse colpa mia?
–         No. Non è colpa tua. Tu “puoi” vivere senza lavorare, “puoi” farti una pensione privata, con un grosso investimento che ti dia una rendita fissa.
–         No. Io voglio parità di diritti. Perché questa discriminazione?
–         Tu sei giovane, gli altri sono vecchi. Sono cose diverse. Non è discriminazione. Pensione vuol dire quella cosa lì. Sei liberissimo di fare una cosa simile per conto tuo, che ti dia quel risultato. Per esempio diventare ricco, o farti una “previdenza assicurativa volontaria”.
–         Ho capito. In Italia i giovani non hanno diritti.

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Carissim*

Ho ricevuto un invito, peraltro assai cortese, che portava all’inizio, essendo rivolto a più persone, l’appellativo “Carissim*”.

Attendo con ansia che l’usanza venga trasferita anche alla lingua parlata, perché voglio vedere come viene pronunciato l’asterisco.

Faccio un esempio: “Egreg* Signor*, non so se siete stat* informat*, ma sarete di sicuro interessat* alla notizia che molt* di voi saranno coinvolt* nei nuovi progetti ecc. ecc.”

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