Non c’è laicità senza libertà di opinione

Assodato che i voti sono tutti uguali e ogni cittadino vota liberamente come gli pare e il suo voto vale come quello di tutti gli altri, ci sono opinioni che sembrano potersi bollare come frutto di chissà quali condizionamenti extraterrestri.

Ad esempio, oggi, che la fecondazione eterologa sia bene vietarla, è un’opinione considerata “cattolica” (e quindi oscurantista). Così pure (ma gli esempi possibili sono molti) che il matrimonio sia bene rimanga quello fra uomo e donna. Bene: il dibattito culturale fra posizioni diverse si può fare su tutto, e anzi è su quello che cresce la civiltà.

Ma bollare con marchi che vorrebbero (senza riuscirci) essere insultanti chi esprime opinioni fuori dal mainstream è tendenza pericolosa proprio per quella “laicità” che non ha, molto spesso, bisogno di certi difensori.

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