magisamica

L'utente non ha condiviso informazioni biografiche

Homepage: https://magisamica.wordpress.com

Cattocronachette

frate africano

Alla Messa di domenica scorsa, il prete che presiedeva la celebrazione (ce n’era un altro, che concelebrava) era un africano di bell’aspetto, vagamente simile a Martin Luther King, o a qualche attore che non riesco a ricordare (ma, anche se lo ricordassi, non saprei ritrovarne, comunque, il nome). Fisico imponente e capelli cortissimi e brizzolati, con baffetti simili.

So che è un frate francescano, e questo già me lo rende simpatico, per ragioni personali.

Il suo atteggiamento, nella Messa, ma soprattutto nell’omelia e nelle altre parti “parlate” (più o meno “formali”) era improntato a una spigliata familiarità, alla ricerca di un contatto dialogico con i fedeli, che metteva in atto per mezzo di espedienti retorici come ripetute domande, con relative attese di risposte, che giungevano timidissime.

Ma la rivelazione più alta e precisa di questo “stile” si è avuta quando, forse sorpreso per la difficoltà di questo contatto, ha detto, testualmente: “Vedo molte facce tristi, qui davanti. E non va bene, in chiesa.”

Il bello è che l’ha detto con lo stesso tono di quel prete che, in altri tempi e luoghi, apostrofò alcune giovani disapprovandone l’abbigliamento, da lui ritenuto, in quell’occasione, scarsamente adatto al luogo.

“Non va bene (pausa), in chiesa”.

La tristezza, in altri luoghi, è tollerabile, e, forse, comprensibile. In chiesa proprio no.

Un genio.

.

, , , , , , ,

Lascia un commento

Gli “ultimi”? No, proprio i peggiori.

Non sono capace di fare discorsi lunghi e complicati. Eppure il tema su cui ho cominciato a riflettere è molto difficile e forse scabroso. Si tratta dei poveri, in senso evangelico. Il testo più noto, e anche più rilevante, credo, a questo proposito, è la beatitudine “Beati i poveri, perché di essi è il regno dei cieli”.

Ci si chiede sempre chi siano, questi poveri. E, più o meno, si è d’accordo sul senso ampio da dare al termine “povertà”. Non si intende solo la povertà materiale, ma, più in generale, la disposizione dell’animo all’accoglimento del Signore. L’umiltà, la disponibilità.

Ho cominciato a chiedermi se si possa includere, fra le povertà che il Vangelo privilegia, anche la povertà “morale”.

Quando il Signore dice che il medico serve ai malati, e non ai sani, e in tutti i suoi insegnamenti che riguardano o coinvolgono i farisei, sembra infatti che l’obiettivo della sua azione di salvezza sia piuttosto fra i poveri “moralmente”, che fra quelli senza denaro.

E chi sono i poveri “moralmente”? La mia risposta è semplice; forse troppo: sono i “peccatori”. I malati per i quali Cristo è venuto sono i peccatori. La sua azione di salvezza si concentra su di loro. E per definire con ancora maggiore chiarezza, semplicità e provocatorietà questa categoria, io ho pensato di usare la parola “peggiori”. Al nostro sguardo farisaico e moralista, abituato alla compassione verso il “buon povero”, che ci serve a farci sentire bene perché lo nutriamo e lo rivestiamo, è quindi forse bene che sostituiamo lo sguardo contemplativo dell’opera di Dio, capace di cercare e salvare il ladrone, il peccatore, il “peggiore”.

Lascia un commento

Valori alieni, come “mezzi” per altri scopi

Mi è capitato tra le mani un testo con alcune parole che ho trovato molto efficaci.
“Viviamo in un Medioevo culturale. La potenza dei “media” ha destrutturato in pochi anni le singole culture regionali, quindi l’Europa intera. I media hanno introdotto valori alieni, o comunque decontestualizzati dalle nostre culture, con tale prepotenza e ripetizione che sono diventati “veri”.
Ma tale de-strutturazione è nefasta non perché la “conservazione” della cultura allora esistente sarebbe stata preferibile, ma perché i valori imposti sono avulsi da qualsiasi “sistema” culturale coerente, sia esso territoriale o ideologico-religioso.
Anzi, ciò che viene imposto non sono nemmeno “valori”, ma singoli ed “isolati” mezzi per raggiungere obiettivi economici.
Sono stati “smembrati” i nostri valori, ma anche gli altrui valori. Sistemi che, in bene o in male, erano eredi di secoli di trasformazioni e perfezionamenti.
Si sono sciolti come neve al sole davanti a faville mediatiche guidate solo da principi semplicistici, rozzi e mono-dimensionali.
Il risultato è lo smarrimento generale, la sovreccitazione irriflessiva come valore in sé, il consumo immediato e il logorio delle cose e dei concetti intesi come sintomo di potenza anziché come un mezzo per raggiungere un fine superiore alla cosa stessa.
Come durante la caduta di Roma antica e come nel Medioevo, occorre adoperarsi per salvare il salvabile, occorre attingere alle “riserve” rimaste, ai “santuari”. I cittadini romani abbandonarono la città per la campagna e nel Medioevo solo i monasteri sono stati capaci di preservare alcune norme di civiltà e dei libri…”

Casualmente, nel giro di pochi minuti, ho trovato anche queste altre parole (che riportano pensieri del filosofo sudcoreano Byung Chul Han): “I nostri desideri sono alienati, crediamo di esercitare la nostra libertà di scelta ma liberi non siamo, perché le nostre scelte sono eterodirette, perché il potere, la struttura dell’economia, la cultura dominante, il sistema di propaganda dei grandi mass media, le esigenze di riorganizzazione del sistema capitalistico neoliberale per rialzare i tassi di profitto condizionano e plasmano i nostri desideri. Ultimamente li modellano attraverso i social media, che da popolo, o massa in senso marxista, ci hanno trasformati in sciame informatico. Siamo solo uno sciame di informazioni che servono a manipolarci.”

, , ,

Lascia un commento

La sindaca anticemento e il rischio della retorica

Isabella Conti

Isabella Conti

I riconoscimenti che, anche in questi giorni, vengono assegnati al sindaco di San Lazzaro Isabella Conti mi fanno piacere, perché ritengo che la Conti sia una persona di valore che agisce con impegno nell’interesse della città.

Credo però che occorra cercare di arginare un’onda informativa che contiene anche aspetti retorici.

Quando si dice che Isabella Conti ha fermato la colata di Idice si compie una doppia forzatura retorica, dettata dalla tendenza semplificatrice della comunicazione odierna.

La prima forzatura è quella personalistica, perché l’azione di cui si parla non è stata compiuta dalla volontà del sindaco in quanto persona singola, ma da un atto del Consiglio Comunale.

La seconda sta nella torsione della causalità dell’annullamento del progetto edilizio: tale annullamento non fu causato da un semplice cambio di idea, ma da una grave inadempienza di alcune ditte costruttrici rispetto agli obblighi che si erano assunte nell’ambito di quel progetto; progetto che era stato lo stesso Comune a deliberare, cioè che era stato il Comune a volere.

Se ciò non fosse accaduto, la colata sarebbe tranquillamente in corso.

Quanto accaduto pare essere stato molto gradito alla popolazione, e questo va bene. Ma il merito del Comune, allora, dove sta? Sta nel fatto che il Comune di San Lazzaro, col suo sindaco in testa, ha intelligentemente colto l’occasione per fare marcia indietro rispetto a un progetto sbagliato, raccogliendo grandi frutti mediatici e politici, anche perché il Comune stesso è riuscito a mantenere la posizione con coraggio, davanti ad ostacoli preoccupanti. Non è cosa da poco.

Quindi, complimenti e apprezzamento.

Ciò che, a mio avviso, non è bene cavalcare troppo, è l’onda di una semplificazione retorica che, per sua stessa natura, potrebbe alla lunga mostrarsi fragile e controproducente.

, , , , , ,

Lascia un commento

Fine di mondo a Bologna domenica 8 novembre

La commedia di Berlusconi somiglia un po’ a quella di Marino. Vado o non vado? Non vado, ma se insistete vado. Se proprio mi pregate di andare vado. Così oggi abbiamo saputo che, date le pressanti richieste della sua base (?), Berlusconi parteciperà alla adunata della Lega a Bologna, destinata a suggellare un’alleanza che salva la pelle (politica) al lestofante Berlusconi e “dovrebbe” dare alla Lega una possibilità reale di vincere le elezioni.

Intanto, la possibilità reale è che domenica a Bologna succeda l’inferno, dando ai bolognesi una concreta motivazione in più per votare Lega.

Salvini arriva, li aizza, e si scatena il finimondo. Speriamo bene.

,

Lascia un commento

Teologia alla guida fra Bologna e Modena

C’è chi è dritto e chi è storto. Ma la grazia di Dio preferisce nettamente chi è storto. La grazia di Dio funziona come il gancio di un elicottero. Tu sei caduto nel crepaccio e arriva l’elicottero col cavo che ti deve agganciare. Se tu sei di quelli lineari e lisci, tutti d’un pezzo e coerenti, il gancio non prende. Scivola via. Il gancio prende subito in quelli come me e te, che sono tutti storti e fatti male. Prende qualsiasi buco, qualsiasi angolo, Prende e tira su. Felix culpa. Amen.

, , , ,

1 Commento

Sabato al mare

2014-10-18-2817Questo è un post di prova, fatto col mio vecchio N8. Non vedo come postare foto, però.

Lascia un commento