Archivio per la categoria governo

Dove non c’è politica c’è fascismo

È duro ammetterlo: bisogna stare attenti a criticare “la politica”. Tutta la retorica anticasta che è fiorita negli ultimi anni ha prodotto una generica disistima per “la politica” e per chi vi dedica tempo e impegno che è già sfociata, oggi, in un atteggiamento di disprezzo. Ma è da qui che prende le mosse il desiderio dell’uomo forte; di una guida dello Stato capace di decidere, senza farsi imbrigliare da discussioni sterili e dispendiose. È da qui che germina l’idea che, alla fine, una sorta di “dittatura buona” sia utile, o addirittura necessaria. Ma non c’è scampo: dove arretra “la politica” avanza l’oppressione. Il fascismo. E ogni propaganda “antipolitica” è velenosa, di un veleno che è già stato seminato molto largamente.

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Matteo, riposati!

Ho visto la puntata di “Otto e mezzo” con Matteo Salvini. L’impostazione dialettica salviniana è prevedibile e basata su uno schema elementare, molto costruito sulla distrazione, sullo spostamento dell’attenzione su ambiti ben conosciuti e memorizzati (ad esempio la filastrocca sulle cose da fare).
Ma ciò che è più preoccupante è l’evidente stress nervoso del leader della Lega, che appare alterato nell’eloquio, e anche affaticato fisicamente. Lo snervante tour elettorale che sta conducendo è sicuramente fondamentale per il suo futuro politico immediato, ma sarebbe bene che Ciccio pensasse anche alla sua salute. Purtroppo la scomparsa delle idee e la politica tutta fatta sul corpo del leader richiedono personalità supercorazzate e Matteo avrebbe bisogno di riposo.

 

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I morti in mare. Cifre.

A proposito del numero dei morti in mare e delle sue interpretazioni, salviniane e non, ho trovato questo interessante articolo.

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Ansie dell’esordio renziano

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Ho un referente renziano. Una brava persona, impegnata in politica a un certo livello. Di lui mi fido, ma lo vedo pochissimo e non abbiamo praticamente mai occasione di parlare. Adesso, forse, sarebbe la volta buona per chiedergli conforto, perché io ho una paura matta (a dir poco) che tutto ciò sia destinato a un drammatico  crollo, che lascerà sul campo morti e feriti, e col PD esausto e spolpato. Leggi il seguito di questo post »

1 Commento

Con costoro, mai (o, magari…)

Non è per il complesso dell’inciucio, che aborro l’idea di un governissimo, che implichi un’alleanza col PDL. E’ perché mi sembra che a tutto ci sia un limite, e che le performance “politiche” di Berlusconi e dei suoi lo abbiano abbondantemente superato, sul piano della correttezza del gioco politico, oltreché sul piano culturale, della comunicazione e dell’etica pubblica.

Quindi, con costoro, mai. Mi sbaglierò. O, forse, al limite, dato che il problema (parliamo chiaro) è Berlusconi, se si facesse da parte, ma molto da parte, lui, allora si potrebbe ragionare.

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Berlusconi vuole rompere

Dario Franceschini ha detto che il PDL vuole rompere. Intendeva “sfasciare la legislatura e provocare le elezioni antipate”, naturalmente; non che vuole disturbare.

Io penso che purtroppo ci sia molto di vero. E credo anche che sarebbe una sciagura, e quindi sarebbe da irresponsabili provocarla. Ma da Berlusconi ci si deve aspettare di tutto. Per esempio ora c’è questa storia di voler cambiare la costituzione con qualche emendamento in quattro e quattr’otto, perché, come il cavaliere va predicando, “con questa costituzione non si può governare”. Secondo me si può governare benissimo. E ha fatto benissimo il Presidente della Repubblica a ricordare che oggi non è questa l’urgenza. E poi non è che Berlusconi vuole cambiare la Costituzione in un dettaglio. No, lui vuole cambiare la forma dello Stato, e passare dalla Repubblica parlamentare alla Repubblica presidenziale, con l’elezione diretta del Capo dello Stato!

Non che sia un delitto pensare che sia bene farlo. Lo si può pensare e forse lo si può anche fare, ma, trattandosi di cose serie, ci vuole tempo e profonda ponderazione. Ma forse non si tratta di cose serie, si tratta solo di un modo che Berlusconi usa per attirare l’attenzione su di sé su questioni impossibili e prendere tempo. Tenere alta la tensione politica sperando che quando il suo pubblico è ben cotto lo voti in massa e ritorni in sella, salvandosi dai suoi guai giudiziari.

Cerchiamo di scamparla. Monti otterrà qualcosa di positivo, a Bruxelles. Bisognerebbe cercare di farne tesoro, anziché buttare tutto in vacca.

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Il tempo passa e il voto si avvicina

Quindi, oggi il PDL, alla Camera, ha votato la fiducia al Governo, sul cosiddetto “decreto lavoro”, con i seguenti numeri: su 209 deputati, 7 hanno votato contro, 34 si sono astenuti, 46 erano assenti. E Cicchitto ha dato l’ultimatum: che sia l’ultima volta che si chiede la fiducia senza un dibattito approfondito; e ha fatto le sue sette richieste al Governo, con piglio deciso. Qualcosa mi dice che Berlusconi ha una gran voglia di tornare in pista. Adesso vado a vedere come è messo con i processi. Ah, oggi è stato prosciolto in quello sui diritti televisivi perché il fatto non sussiste, salvo per alcune parti, per le quali è scattata la prescrizione. Me ne rallegro. Tutte le decisioni della magistratura vanno rispettate.

In ogni caso, mi fa piacere vedere il convinto sostegno che Casini continua a dichiarare per il Governo Monti, seguito a ruota da Bersani. E sto con Bersani nel giudizio ampiamente positivo sulla proposta, venuta da Pier,  di alleanza fra PD e UDC. Ci vuole, se si vogliono vincere le elezioni, e per la ricostruzione di uno schieramento politico moderato-progressista che possa governare il paese con serietà e consenso adeguato. Le diverse posizioni anche su temi sensibili potrebbero costituire un terreno di confronto migliore, fra alleati, che fra avversari. Si potrebbe sperare in più ragionamenti e meno tifo. Certo, vedo intorno a me tantissimi “superlaici” che fischiano il Papa e bacerebbero la mano al Dalai Lama, e per loro il partito di Casini è il ripostiglio in cui sono riusciti a buttare l’odiata Binetti, pensando di poter finalmente respirare un’aria meno satura d’incenso. Spero che se ne possano fare una ragione, visto il consenso elettorale che la coalizione otterrebbe. Ma, si sa, i duri e puri ci sono un po’ dappertutto. Portano bandiere immacolate, e perdono le elezioni.

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