Archivio per la categoria sesso

Una volta si facevano in casa

– Mamma, è vero che una volta i bambini si facevano in casa?
– Sì, tesoro, ma era tanto tempo fa, non c’era una cultura della salute come c’è adesso. Nascevano tanti bambini malati, poverini. Oggi invece è molto meglio. Si può scegliere liberamente quello che piace di più. Come te, tesoro: quando ti ho vista mi sei piaciuta subito… Cerca di fare sempre la brava, eh!
– Ma come si faceva a farli?
– Oh, era una cosa molto faticosa e anche pericolosa per la salute… Per fortuna oggi ci sono in India molte donne robuste che lo fanno volentieri, e a prezzi accettabili.

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Carissim*

Ho ricevuto un invito, peraltro assai cortese, che portava all’inizio, essendo rivolto a più persone, l’appellativo “Carissim*”.

Attendo con ansia che l’usanza venga trasferita anche alla lingua parlata, perché voglio vedere come viene pronunciato l’asterisco.

Faccio un esempio: “Egreg* Signor*, non so se siete stat* informat*, ma sarete di sicuro interessat* alla notizia che molt* di voi saranno coinvolt* nei nuovi progetti ecc. ecc.”

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Chiesa e omosessualità nei media: cercare l’equivoco

Ogni prete o simili che tocca il tasto dell’omosessualità fa notizia. O meglio, ogni contatto mediaticamente sensibile fra il mondo cattolico e il mondo o le tematiche omosessuali fa notizia. E si dirà: “Certo! visto l’oscurantismo imperante sul tema, tuttora perseguito dalla chiesa.” Ma c’è ben di più. A mio avviso ciò che alimenta la “notiziabilià” di questi elementi è un tragico equivoco sulla natura della chiesa e della fede cristiana, che condiziona tutti, sia chi si riconosce nella chiesa stessa, sia chi vi si contrappone. Come definire questo equivoco? E’ difficile, ma credo che abbia a che fare con la differenza che c’è fra un sistema dottrinale e una realtà vivente.

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Legge 12/2063 Salute Riproduttiva della Nazione

Legge 12/2063 Salute Riproduttiva della Nazione.

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La Repubblica delle donne. Ma quali donne?

Ho cercato di capire che cosa c’è di fastidioso, ma coerente, nello “spirito” della “Repubblica delle donne”, qualcosa che ne permea i contenuti, anche se magari non tutti, e che funziona come “basso continuo”. Sfoglia e sfoglia, pensa e ripensa, un’idea mi è venuta: si tratta della ambiguità sessuale. Modelle androgine nelle pagine della pubblicità, peraltro l’80%  dell’intero pesantissimo volume, temi degli articoli, virati sull’omosessualità in modo insistito e ricorrente, e il gioco è fatto. La chiave mi sembra quella di un transgenderismo ideologico. Il “superamento della differenza sessuale”. Pensateci: ve la vedete la femminilità sana (ci capiamo) e la mascolinità sana (ci capiamo) nella “Repubblica delle donne”? E, magari, senza fare complottismi o vedere apocalissi, una semplice domanda, giusto per non fare la figura degli ingenui: c’è un disegno in tutto ciò?

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