Archivio per la categoria televisione

Tribute band – originali e fotocopie

Mi stupisce questo fenomeno delle “tribute band”. Anni fa, nei ’70 e ’80, non sarebbero state neanche concepibili, e il pubblico del rock, ricco di duri e puri, pronti a distinguere fra progressive e commerciale, avrebbe relegato, a mio modo di vedere, questo fenomeno in una oscura nicchia di marginalità provinciale.

Oggi, si fanno addirittura le rassegne. A Ravenna, vedo che viene lanciata una “storia del rock” a base di tribute band. Con tutta la stima per i musicisti (ho visto di recente un concerto tributo ai Queen con Lorenzo Campani, e tanto di cappello), non trovo le repliche particolarmente stimolanti, e penso che il proprio talento, se uno ce l’ha, sia meglio indirizzarlo a creare qualcosa di originale, piuttosto che a far fotocopie.

Non sarà che la televisione, creatrice per eccellenza di modelli sottoculturali, è arrivata fin lì?

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Fiorello: scenografia e adrenalina

E bravo Fiorello! Inizio alla grande con Jovanotti, e poi avanti con Roberto Bolle, Roberto Benigni, Pippo Baudo… E’ il fuoriclasse, l’outsider dell’intrattenimento italiano, al punto da farci chiedere se non finirà per sentirsi anche un po’ prigioniero di questo suo ruolo da supervincitore.

A proposito del “super” mi viene in mente anche questa scenografia, giocata sulla grandiosità, e che, proprio per l’obbligo che impone al conduttore di stare in alto, su quella passerella elevata che lui percorre incessantemente avanti e indietro, con gran vorticare di telecamere per terra e per aria, forse finisce per obbligarlo ad assumere il tipico sovratono dall’”a me gli occhi”. E gli spettatori non possono che seguirlo di qua e di là, come in una partita di tennis (la cosa per chi lo guarda in tv è meno rilevante, ma l’effetto arriva).

Forse, allora, la struttura ad arena, col pubblico in alto e gli artisti in basso, al centro, potrebbe limitare la tendenza ai toni gridati, e favorirebbe un clima più sobrio, ma allo stesso tempo più intenso. Che so, un solo faro addosso, e non venti, dieci telecamere, e non quaranta; ma, in compenso, la possibilità di esaltare anche la dimensione più fine del talento di Rosario. Dopo un po’, gli show troppo adrenalinici mi addormentano.

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Fiorello è superiore, Sabina Guzzanti rosica

Nella disputa fra Fiorello e Sabina Guzzanti, io sto con Fiorello, che rimane un fuoriclasse dell’intrattenimento, direi il migliore di tutti, in Italia.

Sabina è molto brava, ma è ben lontana dall’avere la padronanza totale della scena che ha Fiorello. Ogni artista è unico e fa storia a sé. E’ del tutto legittimo che lei esprima il suo parere su qualsiasi cosa. E’ chiaro anche come, nell’occasione, Fiorello rivendichi il proprio strepitoso successo.

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