Articoli con tag fede

Solite storie: fede, ragione, discernimento e facezie

In un incontro in parrocchia, è stato chiesto al relatore (peraltro uno stimato insegnante) il motivo per cui Abramo ha creduto a Dio. La risposta è stata che Abramo ha creduto perché ha usato bene il discernimento. E questo anche nell’episodio di Isacco. Non mi convince. Mi chiedo se tutta la storia della salvezza è opera di Dio o se invece dobbiamo ringraziare Abramo. Del resto, l’elemento del discernimento, se non erro, è interno alla fede, e non motore della fede. La scelta di fede, in sé, seppur ragionevole, non mi sembra si possa far derivare da un mero atto della ragione, come è il discernimento.

La cosa curiosa è che si trattava di presentare la prima parte dell’enciclica “Lumen fidei” di Papa Francesco. In realtà, fra giocherelli e facezie (utilissime, comunque, per vincere il sonno), dell’enciclica si è parlato molto poco.

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San Geminiano: meteomiracolo

L’azienda per cui lavoro ha sede a Modena. Perciò, oggi, per me, è giorno festivo. 31 gennaio, San Geminiano, patrono di Modena.

Simpaticissimo mi è sempre apparso il miracolo per cui è famoso: profilandosi il grave pericolo della devastazione della città ad opera di Attila, che stava scendendo dal Veneto (siamo nel quinto secolo), il santo vescovo pregò Dio di salvarla, e le sue preghiere furono esaudite mediante l’intervento di un fenomeno naturale: la nebbia. Le orde barbariche saccheggiarono campagne e villaggi, ma nulla poterono contro questo soffice e freddo sipario, che le rese cieche. Il popolo modenese fu salvo, e si strinse al suo santo vescovo con sempre maggiore gratitudine.

La bellezza di questo fatto, per me, sta anche nel fatto che non vi è la certezza clamorosa dell’intervento soprannaturale. Sappiamo bene che la nebbia è un fenomeno frequentissimo, nella zona. Ma le ragioni della fede ci aprono a una dimensione più profonda: la nebbia, Attila, San Geminiano, si sono fatti da sé? Noi stessi, infine, ci siamo fatti da noi? E perciò, esiste un disegno, col quale possiamo comunicare?

Ognuno deve essere libero di leggere la natura (oddio, la natura; che bigottismo!)  come crede.

E’ difficile capire che senza fede non c’è libertà. Ma è facilissimo capire una precondizione della nostra buona convivenza: senza libertà non c’è fede.

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Ha già vinto

Vorrei tradurre “Buona Pasqua” in un linguaggio “laico”, cioè comprensibile a tutti e privo di ogni bigottismo, ma nello stesso tempo, ovviamente, perfettamente ortodosso, cioè dentro la verità della fede. Mi è venuto in mente che si potrebbe dire “Amici, abbiate fiducia, perché l’amore vince sempre!”. Ma è poco. Alla fine, alle solite, è banalmente e vuotamente esortativo. Allora bisogna essere più precisi e stringenti. “Amici, abbiate fiducia, perché l’amore ha già vinto!”.

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